Un altro Giorno della Memoria.
Per non dimenticare. Perché non accada più. Ci ripetiamo ogni anno. Ogni 27 gennaio.
Ma bastano la memoria, il ricordo?
Sembra di no, a giudicare da quanto vediamo intorno a noi, dove razzismo, intolleranza, linguaggi ed episodi di odio e di xenofobia sono aumentati proprio nei paesi in cui le politiche della memoria sono state promosse con maggior convinzione. E anche dalla stanchezza con cui si “celebra” questa scadenza e dalla crescente lontananza delle nuove generazioni da questi temi.
E pur tuttavia continuiamo a scommettere sull’importanza della storia, del suo insegnamento. Del suo significato.
E dunque ancora una volta spetta a chi ha la responsabilità del processo educativo costruire proposte e percorsi formativi adeguati, capaci di coinvolgere e dotati di senso. Nella scuola di oggi. Per le e gli studenti di oggi. Per il loro e il nostro domani.
Mettendo insieme memoria e storia, presente e passato, conoscenze dei fatti, domande, interpretazioni, confronto tra ipotesi e valutazioni. Emozioni e pensieri.
Per una consapevolezza autonoma e solida, capace di coniugare sapere e scelte di valori.
Per il Giorno della Memoria. E oltre.
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