La resistenza degli ebrei. Gli ebrei nella Resistenza
L’espressione “come pecore al macello” fu impiegata per la prima volta nel gennaio 1942 da Abba Kovner, poeta, scrittore e partigiano ebreo che organizzò la resistenza anti tedesca nel Ghetto di Vilnius in Lituania. “In ambito inter-ebraico già durante la guerra si fa strada l’esplicita accusa ai deportati non solo a proposito dell’oggettiva incapacità a mettere in campo azioni di resistenza, ma addirittura si rinfaccia un’esplicita mancanza di volontà di resistere e sottrarsi alle deportazioni e allo sterminio” (Gadi Luzzatto Voghera).
In realtà Abba Kovner, come precisa Yehuda Bauer, “Voleva dire “Non siamo come pecore, non andiamo al macello.” (…) Voleva al contrario provocare una ribellione contro l’uso stesso di quel termine.”
Le narrazioni dominanti continuano invece a raccontare gli ebrei come vittime rassegnate, alimentando il mito della passività ebraica di fronte allo sterminio nazista. Un messaggio che viene rafforzato dalla scelta iconografica che accompagna questo racconto. Che gli ebrei furono le vittime della soluzione finale (assieme ad altri gruppi perseguitati dal nazismo) è certamente vero. Ma furono anche combattenti e si opposero al progetto genocidario.
Sia nei Paesi dell’Europa occidentale quanto, soprattutto, in quelli dell’Europa orientale occupati dalle truppe tedesche, in contesti bellici e sociali diversi ci sono state attività di resistenza ebraica, messa in atto da intere comunità o da singoli individui. Attività talvolta rimaste del tutto indipendenti, altre volte confluite in movimenti clandestini di stampo politico o patriottico. È quello che avviene anche in Italia, dove circa 2000 ebrei dopo l’8 settembre 1943 entrano nella Resistenza e combattono nelle diverse formazioni partigiane.
La sociologa Rachel L. Einwohner capovolge la questione ponendo una domanda diversa: non perché non abbiano resistito, ma piuttosto, perché lo hanno fatto.
Il Quaderno cerca di rovesciare lo stereotipo della rassegnazione passiva delle vittime e di mostrare le diverse forme di opposizione degli ebrei allo sterminio: dalla resistenza armata a quella complessa e molteplice della resistenza civile.
Le sezioni del Quaderno
In forma di parole: appunti e spunti di storie di ebree ed ebrei resistenti
L’intervista: Liliana Picciotto risponde alle nostre domande
Contributi: per approfondire e ragionare
Parole da non perdere: come i sussidiati raccontano la shoah
Post it: letture e recensioni di libri, siti, film.