I.C. “Don L. Milani”, Gazzera, Venezia-Mestre, Scuola secondaria di I° grado
I docenti di lettere della secondaria di I grado dell’I.C. “Don Milani” di Mestre organizzano ogni anno delle attività per sensibilizzare gli alunni sul tema della Shoah; nello scorso gennaio, il progetto si è focalizzato sul tema delle pietre d’inciampo. Dapprima le insegnanti hanno presentato l’artista Gunter Demnig, il tema delle pietre d’inciampo, del loro valore artistico e morale; poi, i ragazzi sono stati lasciati liberi di scegliere, tra i deportati veneziani a cui sono state dedicate queste pietre, le figure che più li colpivano. In questa ricerca, è stato loro consigliato di utilizzare i seguenti due indirizzi: http://www.dalrifugioallinganno.it/luoghi_memoria/provincia_ve.htm https://sites.google.com/view/pietreinciampovenezia.
Gli alunni hanno così acquisito in maniera autonoma molte conoscenze sull’ambiente del Ghetto di Ve-nezia, sui suoi abitanti, sulle figure maggiormente rappresentative, sulla collocazione delle pietre d’inciampo collocate nella città. Dalle notizie raccolte sono stati elaborati dei semplici testi, in cui sono stati riassunte le vicenda di alcuni deportati. Lo scopo è stato quello di restituire ad ogni internato, ri-dotto al rango di numero o “pezzo”, il proprio nome, la propria identità. Il 30 gennaio 2020 il percorso si è concluso con una rappresentazione teatrale, il cui titolo –“Non passiamoci sopra”- alludeva sia alla necessità di non dimenticare quanto è accaduto sia all’impegno che l’Istituto ha preso verso un gruppo di pietre d’inciampo. Da quest’anno, infatti, la nostra scuola ha deciso di “adottare” le seguenti pietre d’inciampo, collocate all’indirizzo Cannaregio 1215, casa da cui sono stati prelevati le seguenti persone:
-Giuditta Aboaf;
-Amalia Navarro;
-Lina Navarro;
-Achille Navarro;
-Regina Aboaf.
Questa adozione, che di solito viene effettuata da un singolo, consiste nel mantenere pulite le lamine in ottone, per evitare che il ricordo “sbiadisca” nel tempo e che, passando, non ci si accorga della loro pre-senza. Ogni gruppo classe che si recherà in uscita a Venezia, pertanto, passerà nel Ghetto e dedicherà del tempo per mantenere vivo il ricordo: un gesto importante e concreto per “fare” e consegnare memoria alle nuove generazioni che, di quel sacrificio, debbono essere consapevoli e farne strumento di crescita e cittadinanza.