In viaggio con Erodoto. Storia e geografia tra ricerca, formazione e pratica didattica
In questo Quaderno continuiamo a parlare di storia e di geografia. Il loro legame consente di capire lo spazio perché ne comprendiamo le tracce depositate nel tempo e di capire la storia perché la possiamo collocare in un qualche luogo.
Quando ci pensiamo come cittadini lo facciamo con riferimento a un territorio (locale, nazionale, europeo, mondiale) e a una storia (locale, nazionale, europea, mondiale). La transcalarità spaziale e temporale dovrebbe essere perciò un elemento dell’alfabetizzazione geostorica a scuola.
Ovvio allora il riferimento a Erodoto: ci ha insegnato a chiedere, ad ascoltare e a prestare attenzione, a rispettare i diversi punti di vista, a risalire alle fonti e controllare i fatti. A viaggiare nello spazio e nel tempo. Recandosi di persona nei luoghi, interrogando, osservando e raccogliendo i dati in base a ciò che vedeva e che la gente gli raccontava. Il suo primo passo, osserva Ryszard Kapuscinski, è sempre un viaggio. La passione del viaggio.
Ma come era venuta, a Erodoto, quella passione? Forse tutto era cominciato da una di quelle domande che fanno i bambini: “Da dove arrivano le navi?”. Giocando con la sabbia in riva al mare, i bambini vedono improvvisamente spuntare all’orizzonte una nave che, venendo verso di loro, diventa sempre più grande. Ma da dove viene? Sono domande che di solito la maggior parte di essi non si pone. Di tanto in tanto però ce n’è uno che, costruendo il suo castello di sabbia, chiede: “Ma da dove arriva quella nave? Quella linea lontana sembrava la fine del mondo: possibile che dietro di essa ci sia un altro mondo e, dietro, un altro ancora? e di che mondi si tratta?”. Il bambino comincia a cercare una risposta e, una volta diventato grande, la cerca con sempre più insistenza e curiosità. Ryszard Kapuscinski, (In viaggio con Erodoto)
Insomma, la curiosità della domanda porta alla ricerca della risposta, al viaggio e alla scoperta di qualcosa e di altro ancora che sollecita nuove domande. In un processo che è conoscitivo, generativo e potenzialmente senza fine.
Erodoto, dunque.
Il maestro Franco Lorenzoni, intervistato giorni fa a radio 3, ricordava un episodio accaduto nella sua classe, quando una bambina che aveva il papà uruguaiano e la mamma belga scoprì che Erodoto era figlio di un persiano e di una greca. Per la sua esperienza personale leggeva in quella biografia del grandissimo Erodoto qualcosa che le parlava.
Costruire un dialogo, una relazione tra le esperienze, il vissuto, la soggettività di bambine/i e ragazze/i e i saperi che abbiamo elaborato è il compito che come insegnanti ci spetta.
In viaggio anche con Erodoto.
Le sezioni del Quaderno
In forma di parole: ci occupiamo di muri come luoghi della geostoria e del loro superamento.
I materiali didattici: la geostoria attraverso vari dossier che documentano il lavoro delle scuole della Rete negli ultimi anni.
La copertina: in viaggio con Erodoto. Davvero una bella compagnia!